Finalmente dall'altra parte dell'apparecchio!
Quando quel giorno, incredulo, ricevetti una telefonata per un appuntamento negli studi di quella emittente radiofonica, per me tanto seria e misteriosa, fui al settimo cielo!
Arrivato al portone dell'emittente, mi batteva il cuore da matti. Ero elettrizzato all'idea che finalmente avrei messo piede "dall'altra parte dell'apparecchio che ascoltavo".
Entrato negli studi, mi sono ritrovato un posto come quelli che avevo visto solo in TV: microfoni, aste per microfoni, strumenti per la riproduzione musicale di ogni genere, gabbiotto per lo speaker, banco regia, giradischi..
In un primo momento mi sono sentito quasi estraneo a quell'ambiente. Era come se quei locali così particolarmente adatti a lavorare col suono, non avessero poi molto in comune con la musica. Era una sensazione davvero strana quella che mi attraversava. Mi aspettavo qualcosa di diverso!
Poi, ho imparato poco alla volta i meccanismi per utilizzare quelle complesse e costose attrezzature. Ho così cominciato a realizzare che quelle attrezzature tanto seriose, e tutto ciò che conteneva quella stanza, in realtà erano alla base di tutto quello che è l'universo della radiodiffusione.
Mi accorgevo di quanto mi appagava prendere il controllo del suono propagato nell'etere, e quanto fosse bello e affascinante "dirigere", come fa il maestro di musica con la sua orchestra. Del resto, il giradischi, la piatra, il lettore compact disk, il microfono, il banco mixer, il processore di segnale, l'equalizzatore, ecc. erano tutti strumenti parte di una orchestra, che aveva il nome di radio.
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